(A L.)

L. è una giovane donna che per anni ha lasciato che altre persone decidessero al suo posto perché “le volevano bene”, “ne sapevano più di lei” e perché in fondo per lei andava bene tutto, finché si è accorta che questa cosa che per lei andasse bene tutto non era una gran cosa, che in gruppo era come un fantasma e che lei stessa non riusciva più a vedersi con dei contorni chiari.

Eh già. 

In fondo è stato comodo non prendersi la responsabilità delle proprie idee e decisioni per non rischiare di entrare in disaccordo o addirittura in conflitto con le persone a cui tenevi.

E’ stato più sicuro affidarti, seguire, dipendere, e così soffocare la tua energia vitale.

Poi però a un certo punto questo “galleggiare” non ha più funzionato: le decisioni prese anche per te, i consigli non richiesti hanno iniziato a generarti una “furia dentro”, come la chiami tu.

E’ stata dura, ma anche un buon segno, segno che stavi crescendo e non solo “invecchiando”.

E lì hai capito che nessuno ha la risposta giusta per te, nessuno può avere una risposta migliore della tua quando si tratta di te, della tua vita, del tuo futuro, dei tuoi personalissimi e insostituibili desideri.

A quel punto, riportato il focus dentro di te, hai fatto la tua scelta prendendotene finalmente tutta la responsabilità. 

Giusta o sbagliata che si riveli poi questa decisione, ti avrà portata un passo fuori dal presente eterno in cui ti eri incastrata. 

E con la presa di responsabilità potrai riprenderti finalmente tutto il tuo potere personale, quello che tu stessa hai consegnato per anni nelle mani di qualcun altro.

Buon cammino e buone scoperte L., a te e a noi “brave bambine” (e “bambini”) di tutte le età. 🩷

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